"Raccontami la tua storia": la Misericordia secondo Jean Vanier

Incontro sulle Opere di Misericordia in Europa oggi

Sarajevo, Bosnia-Erzegovina 15-18 settembre 2016

400v

"Raccontami la tua storia. Andare per le strade principali e secondarie e incontrare le persone, e vi insegneranno la loro saggezza. Vi insegneranno anche ciò che significa essere umani. Non l’avere più potere, ma essere in grado di ascoltare l'altro per entrare in una nuova dimensione dell’umanità". Queste poche parole potrebbero sintetizzare il pensiero sulla Misericordia di Jean Vanier, fondatore della Comunità L’Arche e del movimento “Fede e luce”, come espresso in una intervista rilasciata al CCEE e proiettata questa mattina in apertura dei lavori dell’Incontro CCEE sulle opere di Misericordia.

Con la semplicità disarmante che gli è propria, Jean Vanier risponde sulla sua esperienza della Misericordia e come essa è in grado di cambiare la storia, le persone e darci uno nuovo sguardo sul mondo che ci circonda.

La versione integrale dell’intervista è disponibile online sul canale youtube del CCEE.

Dal canto suo, S.E. Mons. Luigi Pezzuto, il Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina, partecipante attualmente al Giubileo dei Nunzi a Roma, ha fatto pervenire un messaggio, letto all’inizio dei lavori, nel quale ha ricordato come “riflettere insieme sulla Misericordia offre l’opportunità di comprendere che, come Chiesa in Europa, nonostante le diversità socio-culturali e storiche che in alcuni casi ci accompagnano, si è chiamati alla solidarietà e alla progettualità comuni”, e come ogni realtà ecclesiale può comprendere che, “alla luce della Misericordia e delle sue opere, ogni impegno si fa servizio, ogni periferia può divenire centro di una idea di missione, ogni azione può incarnarsi in modo coerente ed illuminato”.

Infine il Nunzio ha salutato la scelta di svolgere l’incontro nella città di Sarajevo, la ‘Gerusalemme d’Europa’ che “per il suo pluralismo etnico, religioso e culturale, offre l’opportunità di una riflessione dottrinale e pratica in una terra che da sempre conosce il valore, la bellezza e anche la difficoltà del dialogo e della misericordia, nella sua capacità di affrontare e superare i momenti più diversi e delicati della sua storia, guardando sempre con fiducia e speranza verso il futuro”.

Il programma dell’incontro è disponibile a questo link e sul sito del CCEE - www.ccee.eu

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L’intervista a Jean Vanier è stata realizzata a Trosly-Breuil (Francia) il 16 luglio scorso da Raffaella Di Noia, collaboratrice CCEE.

 

Jean Vanier nacque in Canada nel 1928. Nel 1942 entrò nel Royal Navy College a Dartmouth. All’improvviso sentì un richiamo per un’altra forma di vita e così cominciò la sua ricerca spirituale. Nel 1950 decise di lasciare il Canadian Navy dove era in procinto di intraprendere una brillante carriera. Gli anni che seguirono furono per Vanier anni di ricerca di significato e volti all’approfondimento della sua fede.

Alla fine del 1963, Vanier prestò il suo aiuto a padre Thomas, il quale era appena diventato cappellano di Val Fleuri a Trosly-Breuil, un piccolo villaggio nella regione dell’Oise. Il “Val Fleuri” era un piccolo istituto che accoglieva al suo interno una trentina di uomini con disabilità intellettuali. Più tardi Vanier ritornò in Canada dove insegnò Etica per breve tempo al College St. Michael e all’Università di Toronto. Jean ritornò poi a Trosly e lì cominciò ad apprendere le condizioni in cui versavano le persone con disabilità intellettuali. Visitò l’ospedale psichiatrico a Saint-Jean-les-Deux-Jumeaux, in un sobborgo del sud di Parigi. Là conobbe Raphael Simi et Philippe Seux e rimase molto colpito dalla loro sofferenza. Decise di acquistare una piccola casa vicino al “Val Fleuri” per accogliere e vivere con i suoi nuovi compagni. Jean non creò quindi una istituzione, ma prese questo impegno per i suo due amici che “gridavano” per ricevere il dono della sua amicizia.

Dopo un paio d’anni nacquero altre case di questo tipo e Jean Vanier si rivolse a persone di buona volontà che offrissero il loro aiuto. Alcuni giovani cominciarono a unirsi a lui dalla Francia, dal Canada, dall’Inghilterra e dalla Germania, diventando assistenti e decidendo di vivere insieme a disabili intellettuali.

Oggi, L’Arche è composta da 147 comunità sparse in cinque continenti e conta più di 5000 membri.

In parallelo, Jean Vanier co-fondò “Fede e luce” insieme a Marie-Helene Mathieu, un movimento che conta 1500 comunità in 82 paesi, sparsi su cinque continenti.

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Misericordiae Vultus, 15

“È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporali e spirituali. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”.

 

La Commissione CCEE Caritas in Veritate

Ispirata all’Enciclica Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI, l’omonima commissione CCEE si occupa di stabile una rete che permetta di promuovere uno sguardo di verità sulle questioni sociali presenti nel continente, sostenendo anche le iniziative organizzate dalle Conferenze episcopali e dalle diverse istituzioni e organismi ecclesiali presenti in Europa. Attualmente la Commissione è presieduta da S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste.

 

Organismi partecipanti che porteranno una loro testimonianza

Tra gli organismi cattolici operanti in Europa che interverranno nel corso dell’incontro:

Caritas Europa, Comece (Commissione degli Episcopati della Comunità Europea), Commissione Giustizia e Pace Europa, FEAMC (Federazione Europea delle Associazioni di Medici Cattolici), ICMC (Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni), ICCPPC (Commissione Internazionale per la Pastorale Cattolica nelle Prigioni - sezione europea), FEBA (Federazione Europea dei Banchi Alimentari), EZA (Centro Europeo per le Questioni dei Lavoratori), UNIAPAC (Unione Internazionale Cristiana dei Dirigenti d’Impresa).

 

Le opere di misericordia

Più che un “dovere”, una prescrizione o un obbligo, per i cristiani le opere di misericordia sono innanzitutto un invito e la possibilità per l'uomo di sperimentare e partecipare alla misericordia di Dio attraverso il suo rapporto con l’altro, specialmente nell’affrontare le varie povertà “spirituali e corporali” di chi ci sta attorno. Alla luce dell’insegnamento di Gesù come attestato dai vangeli in particolare Mt 25, la tradizione cattolica ha poi sintetizzato in 7 opere di misericordia corporali (dar da mangiare agli affamati; dar da bere agli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini; curare gli infermi; visitare i carcerati e Seppellire i defunti) e 7 opere di misericordia spirituale (consigliare i dubbiosi; insegnare agli ignoranti; ammonire i peccatori; consolare gli afflitti; perdonare le offese; sopportare pazientemente le persone moleste; pregare Dio per i vivi e per i morti) quell'infinità di espressioni e di manifestazioni della Misericordia, assolutamente non racchiudibile in un elenco.

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