San Martino (316-2016)

Lettera della Presidenza CCEE all’Episcopato ungherese

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In occasione della chiusura dell’anno commemorativo per il 17° centenario della nascita di San Martino (316-2016) di cui la Chiesa celebra la memoria liturgia l’11 novembre, la Presidenza del CCEE ha inviato una lettera all’episcopato e a tutto il popolo d’Ungheria nelle persone del Presidente della conferenza episcopale ungherese, il vescovo di Györ, Mons. András Veres, e del primato d’Ungheria, il cardinale Péter Erdő, già presidente del CCEE. Segue la lettera:

St. Gallen, 10 novembre 2016

 

A Sua Eccellenza Mons. András Veres, Presidente della Conferenza Episcopale d’Ungheria,

A Sua Eminenza Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest e Primate di Ungheria,

A tutti i Vescovi della Conferenza Episcopale d’Ungheria

 

Eminenza,

Eccellenze,

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica di San Martino che quest’anno segna la chiusura dell’anno celebrativo per il 17° centenario della sua nascita, vorremo unirci ai Vescovi e a tutti i fedeli dell’Ungheria, terra natia di questo grande Santo, nel rendere grazie a Dio per il contributo umano e spirituale che San Martino ha dato al continente.

A qualche giorno della chiusura del Giubileo della Misericordia, non possiamo non notare la felice coincidenza con la memoria di uno dei santi che meglio seppero incarnare nel loro tempo il volto misericordioso di Cristo. La vita di San Martino ci dice che nell’incontro con il mendicante infreddolito il santo scoprì Gesù Cristo, si convertì, cambiò vita, mettendola non più al servizio di un potere mondano ma di Dio. Con questo incontro, Cristo rese San Martino capace di vivere e di amare. Obbedendo alla chiamata divina san Martino, intraprese un itinerario di vita cristiana che lo portò a prendersi cura dei poveri e degli oppressi, a diffondere il Vangelo con coraggio, a combattere gli errori del suo tempo, a edificare le comunità ecclesiali con spirito di pastore, con i sentimenti di Cristo e la capacità di vedere il mondo con gli occhi di Dio.

San Giovanni Paolo II affermò che San Martino fu uno dei fondatori del monachesimo occidentale; egli appartiene anche a quella schiera di uomini che sono a fondamento della cultura e della civiltà europea, realtà che non è soltanto una memoria, ma anche un progetto da costruire con fiducia e convinzione. La figura e il ministero di San Martino testimoniano l’immenso contributo umano, culturale e spirituale, che il cristianesimo ha offerto all’Europa. Il continente è erede di San Martino, di quegli uomini e di quelle donne, che come lui, sono alla base dell’umanesimo europeo.

Anche nel nostro tempo è necessario ricordare che la vita cristiana unisce la profondità della preghiera, la vita comunitaria, l’annuncio del Vangelo, l’attenzione e la dedizione ai poveri e a quanti soffrono.

Noi ringraziamo Dio per la luminosa testimonianza di S. Martino, che ha contribuito a mantenere accesa la fiaccola della fede cristiana nel mondo.

Unendosi ai vescovi ungheresi, il CCEE chiede al Signore la grazia di suscitare nuovi santi europei che possano vivere la Misericordia e testimoniarla nella loro vita personale e comunitaria.

L’Europa e il mondo hanno oggi bisogno di “una Chiesa ricca di testimoni”. Solo in questo modo la Chiesa “potrà ridare l’acqua pura del Vangelo alle radici dell’Europa.” (Papa Francesco, Discorso per il Premio Carlo Magno, 6 maggio 2016).

Sull’esempio di S. Martino, anche noi, vogliamo annunciare gioiosamente che Cristo è la nostra vita e il perenne fondamento di civiltà e cultura.

In comunione fraterna,

Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova - Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Presidente del CCEE

Cardinale Vincent Nichols, Arcivescovo di Westminster - Presidente della Conferenza Episcopale d’Inghilterra e Galles e Vice-Presidente del CCEE

S.E. Mons. Stanisław Gądecki, Arcivescovo di Poznań - Presidente della Conferenza Episcopale della Polonia e Vice-Presidente del CCEE

Mons. Duarte da Cunha, Segretario Generale del CCEE

La lettera è disponibile anche in Deutsch, English, Français, Italiano e Polacco

Il comunicato stampa ungherese è disponibile qui