Educare alla cultura dell’incontro

Incontro annuale dei responsabili nazionali per la pastorale dei migranti delle Conferenze episcopali in Europa

Roma, 21-23 settembre 2017

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Circa cinquanta rappresentanti di ventiquattro conferenze episcopali in Europa si sono incontrati a Roma per una due giorni di dialogo e confronto con i vertici per la sezione “Migranti e Rifugiati” del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Al centro dell’incontro l’udienza del Santo Padre che si è svolta in Vaticano nella mattinata di venerdì 22 settembre.

(Il discorso di Papa Francesco è disponibile a questo link.)

I lavori erano già iniziati nel pomeriggio del giorno 21 con i saluti del cardinale Josip Bozanić, responsabile della sezione “Migrazioni” della Commissione CCEE Caritas in veritate. Impossibilitato a presenziare l’incontro e giungendo al termine del suo mandato, il cardinale ha indirizzato un messaggio ai partecipanti nel quale ha ripercorso gli ultimi anni dell’attività della Commissione, mostrando il lavoro costante e gli sviluppi assunti dalla pastorale per i migranti e rifugiati in Europa.

Dal canto loro, il Prof. Gian Carlo Blangiardo e la prof.ssa. Simona Maria Mirabelli, rispettivamente docente e assistente dell’Università Milano Bicocca, hanno presentato un’analisi dell’indagine realizzata presso le Conferenze episcopali d’Europa riguardo la situazione dei migranti e la percezione del fenomeno. Lo studio del materiale ha permesso l’individuazione di alcuni aspetti-chiave: i bisogni e le criticità connesse al fenomeno dei rifugiati; il ruolo dell’informazione e della comunicazione sociale/interpersonale e religiosa nella conoscenza e rappresentazione del fenomeno; la percezione della popolazione autoctona nei confronti di migranti e rifugiati; le azioni e gli interventi della Chiesa Cattolica a sostegno delle popolazioni di interesse; il rapporto della Chiesa con le autorità statali.

In sintesi, se l’indagine mostra l’indubbia capacità della Chiesa a rispondere alle diverse sfide poste dal fenomeno migratorio, allo stesso tempo, l’analisi mostra la necessità di migliorare il confronto, il dialogo, la collaborazione e lo scambio di risorse tra i vari attori del settore.

A Roma, i responsabili nazionali si sono anche confrontati sulle varie sfide che la mobilità umana pone oggi agli Stati europei e alla comunità cristiana. Dalle discussioni emerge come ovunque in Europa c’è attenzione e accoglienza di fronte all’attuale fenomeno migratorio: un evento inedito, complesso e variegato, un vero e proprio esodo – hanno detto i partecipanti - di chi ha più bisogno e cerca disperatamente un domani.

Allo stesso tempo, numerose sono le difficoltà di ordine culturale o di tipo sociale che ostacolano l’integrazione e la stessa percezione di questo popolo in cammino. Appare pertanto evidente l’urgenza di un lavoro educativo che tocchi tutta la società e le stesse comunità cristiane per rispondere con generosità e necessaria prudenza alla sfida dell’accoglienza e dell’integrazione. In effetti, è necessario continuare a educare alla cultura dell’incontro.

Solidarietà e paura sono i due sentimenti contrastanti spesso evocati nel corso dei lavori che ben rappresentano il clima attuale. Se sono molte le esperienze e le manifestazioni che testimoniano la grande solidarietà dei popoli in Europa nei confronti di quanti giungono nel continente, allo stesso tempo, i direttori nazionali hanno anche rilevato più volte la diffusa percezione di paura e smarrimento fra la gente, basata su preconcetti e falsi stereotipi.

Lo stesso Papa Francesco ha manifestato la sua preoccupazione di fronte “ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa. Esse sono spesso motivate dalla diffidenza e dal timore verso l’altro, il diverso, lo straniero”. (Papa Francesco ai partecipanti all’Incontro Annuale dei Direttori Nazionali per la Pastorale dei Migranti delle Conferenze Episcopali in Europa, Città del Vaticano, 22 Settembre 2017)

Per far fonte a questa situazione, la risposta della Chiesa è una rinnovata fiducia e la determinazione a non arrendersi di fronte alle difficoltà presenti per continuare con maggiore slancio e convinzione nella propria attività pastorale. Come ha affermato il Cardinale Bagnasco: “non ci arrendiamo. Se Gesù è con noi, noi saremmo sempre con tutti.” 

(L’indirizzo di saluto del cardinale Angelo Bagnasco, Presidente del CCEE, è disponibile qui.)

Successivamente, nel Palazzo San Calisto, sede del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, i responsabili per la sezione “Migranti e Rifugiati” hanno condiviso con i partecipanti le priorità e i progetti su cui lavora il dicastero vaticano, in particolare il coinvolgimento della Santa Sede e della Chiesa cattolica nel processo di preparazione dei “Global Compact 2018”. La discussione è poi proseguita con uno scambio sulle modalità di coordinamento tra i vari attori della pastorale dei migranti in Europa (Santa Sede, conferenze episcopali, organismi ecclesiali internazionali).

I lavori si sono conclusi sabato 23 settembre con una visita al Centro San Saba, gestito dall’Associazione Centro Astalli (il Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia) e che ospita uomini richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Il comunicato stampa è disponibile in Inglese, Francese, Italiano e Tedesco.