La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro

Assemblea Plenaria delle Conferenze episcopali d’Europa

Minsk, Belarus, 27 settembre – 1° ottobre 2017

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“La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro: l’Europa non è solo una terra, ma è un compito spirituale […] Il compito del nostro Consiglio è […] di trovare le vie perché la voce del Signore Gesù torni a risuonare nel cuore dell’“uomo europeo”, della cultura e della società. Nonostante le spinte che tendono a isolare, crediamo a quella unità di ideali spirituali ed etici che da sempre è l’anima e il destino dell’Europa […] La Chiesa crede fermamente nei giovani, ne ha stima e fiducia”.

E’ con quest’accorata “ conferma d’amore” per l’Europa dei popoli e delle nazioni, e per i giovani del continente, contenuta nel Messaggio finale dell’Assemblea Plenaria, che i Presidenti delle Conferenze Episcopali d’Europa hanno chiuso i lavori del loro incontro annuale, svoltosi quest’anno a Minsk dal 27 settembre al 1 Ottobre, su invito di S.E. Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, Arcivescovo di Minsk-Mohilev e Presidente della Conferenza Episcopale di Belarus.

(Il messaggio finale completo si trova alla fine di questo comunicato).

Nella capitale del Belarus, i vescovi hanno posto al centro della loro riflessione il tema dei giovani, in particolare la sfida del rinnovamento della pastorale giovanile. Attraverso gruppi di lavoro e una discussione in plenaria, i presidenti si sono confrontati sulle esperienze pastorali e le giuste attitudini da adottare per rispondere meglio ai bisogni, alle paure e alle aspettative dei giovani europei. Ai giovani del continente, i vescovi vogliono esprimere la loro grande simpatia che vuol dire preghiera, vicinanza, ascolto e accompagnamento, paziente e amorevole.

Dopo il Simposio europeo sull’accompagnamento giovanile celebrato nel marzo scorso a Barcellona (per approfondire vedi il sito), la Plenaria di Minsk costituisce dunque un ulteriore momento di preparazione al prossimo Sinodo dei Vescovi sui giovani in programma a Roma per l’autunno 2018. Quale esito della loro riflessione, i vescovi hanno adottato un documento intitolato “Giovani, fede e discernimento vocazionale”, che costituisce la risposta dell’episcopato europeo ai Lineamenta del Sinodo.. Il documento, che non verrà pubblicato, sarà inviato alla Segretaria del Sinodo dei Vescovi.  

Il secondo tema al centro dei lavori è stato quello dell’Europa, sviluppato anch’esso in gruppi di lavoro e in plenaria. L’Europa, prima di essere una terra geografica, - hanno detto i vescovi - è un compito spirituale ed etico. Così anche l’Unione Europea - realtà che non era al centro della riflessione dei vescovi che guardavano invece all’Europa come continente - deve riconoscersi come un compito spirituale ed etico, e non solo o primariamente come un’unità politica, finanziaria, economica, difensiva … Questo è un capovolgimento, una conversione che, se compiuto, porterà il sogno europeo a essere se stesso. Dal canto suo, la Chiesa in Europa è consapevole del suo compito e desidera essere presente con il suo contributo specifico: l’annuncio di Gesù.

Nel corso dell’incontro è stata presentata e approvata una riconfigurazione delle Commissioni CCEE giunte al termine del loro mandato quinquennale. Per meglio rispondere agli attuali bisogni pastorali in Europa e quindi svolgere la missione del CCEE, sono state costituite le seguenti commissioni: Giovani, Evangelizzazione e Cultura, Famiglia e Vita, Pastorale Sociale. L’Assemblea ha espresso gratitudine e stima ai Presidenti delle precedenti commissioni per il lavoro svolto.

I vescovi hanno poi ascoltato i rapporti dei rappresentanti ecclesiali che seguono l’attività delle Istituzioni europee, mostrando il loro apprezzamento per il servizio svolto dalla COMECE, per quanto riguarda  l’Unione Europea, e dalla Missione permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa.

A Minsk, i vescovi europei hanno potuto sperimentare la premurosa e delicata accoglienza di una comunità cristiana in piena rinascita, un forte segno di speranza per quella parte dell’Europa che ha sofferto il martirio per la propria fede. La testimonianza, che questa terra al centro dell’Europa geografica offre al resto del continente, è allo stesso tempo un richiamo e un invito per tutti i cristiani, affinché sappiano essere testimoni coraggiosi e credibili. Questo dinamismo della Chiesa cattolica locale è poi accompagnato e testimoniato anche dai buoni rapporti con le altre chiese cristiane e anche di altre religioni, in primis con la Chiesa Ortodossa in Belarus, il cui Esarca Patriarcale, il Metropolita Pavel di Minsk e Zaslavl, ha onorato più volte i partecipanti con la sua presenza in vari momenti dell’incontro e invitandoli per un pranzo in metropolia.

All’inizio dei lavori, il Presidente della Repubblica di Belarus, Aleksandr Lukashenko, ha voluto incontrare i presidenti delle conferenze episcopali, segno anche questo dei buoni rapporti tra Stato e Chiesa. Nonostante alcune questioni che attendono ancora una giusta soluzione, quali il permesso di soggiorno per il clero straniero e la restituzione di alcuni beni della Chiesa confiscati nel periodo del comunismo totalitarista, i vescovi hanno potuto constatare i  rapporti costruttivi con le autorità civili e il desiderio comune di operare per il bene della società del Belarus e lo sviluppo integrale della persona. 

L’incontro è stato arricchito da numerose visite, fra le quali quella alla Chiesa commemorativa di Tutti i Santi, alla Cattedrale Ortodossa e alla biblioteca nazionale che conserva il più antico libro stampato in lingua bielorussa, la Bibbia, a testimonianza del radicamento profondo del cristianesimo in Belarus.

Ogni giorno, la Santa Messa è stata celebrata in chiese gremite di fedeli la cui testimonianza di fede ha colpito profondamente l’episcopato europeo. Insieme alla comunità cattolica di Minsk, i vescovi del continente hanno pregato per le complesse e delicate situazioni presenti in Spagna e Bosnia-Erzegovina, ma anche per il popolo ucraino affinché sia liberato dalle azioni militari e ritrovi la pace.

Domenica 1 ottobre, a conclusione dell’assemblea plenaria, i vescovi, suddivisi in gruppi, si sono recati in sedici parrocchie dell’arcidiocesi di Minsk-Mohilev dove hanno celebrato l’eucarestia e hanno incontrato la comunità locale.

La prossima Assemblea plenaria si svolgerà dal 13-16 settembre 2018 a Poznań (Polonia) su invito dell’Arcivescovo locale, Mons. Stanisław Gądecki, presidente della conferenza episcopale polacca e vice-presidente del CCEE, in occasione del 1050emo anniversario della venuta del primo vescovo in Polonia (968) e il centenario dell’indipendenza della Polonia.

 

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Messaggio finale

            La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro: l’Europa non è solo una terra, ma è un compito spirituale. Nella riunione plenaria che si è svolta in Belarus a Minsk, abbiamo rinnovato il nostro impegno di partecipare con entusiasmo al cammino del Continente, che ha qualcosa di grande da offrire a tutti nella logica della reciprocità.

            Il compito del nostro Consiglio è di promuovere la comunione tra i Pastori delle diverse Nazioni, e di trovare le vie perché la voce del Signore Gesù torni a risuonare nel cuore dell’ ”uomo europeo”, della cultura e della società: la dignità umana dove può essere ancorata solidamente se non in Gesù figlio di Dio fatto uomo? Questo è il contributo specifico del Cristianesimo all’identità europea, e due millenni di carità, arte, cultura, ne sono viva testimonianza.

            Con affetto, facciamo nostro l’auspicio del Santo Padre Francesco per “uno slancio nuovo e coraggioso per questo amato Continente”. A questo slancio noi non possiamo mancare, consapevoli di essere messaggeri di una lieta notizia. Il messaggio di cui siamo debitori al mondo è alto e forte, ma con strumenti poveri: il Vangelo di Gesù è la perenne sorgente della storia europea, della sua civiltà umanistica, della democrazia, dei diritti e doveri umani. Così come ne è la più sicura garanzia!

            Nonostante le spinte che tendono a isolare, crediamo a quella unità di ideali spirituali ed etici che da sempre è l’anima e il destino dell’Europa. Così come crediamo ad un continuo cammino di riconciliazione che è parte non solo della storia, ma della vita, e che porta al rispetto e alla valorizzazione delle diverse tradizioni e religioni oltre ogni estremismo.

            L’apertura alla religione, alla trascendenza, alla relazione solidale, alla comunione, hanno preso volto nel Vangelo, ed hanno rivelato la dignità unica della persona; hanno ispirato il cammino non sempre facile dell’Europa che ha visto anche dei limiti ed errori.  Lo stesso fenomeno dell’immigrazione è illuminato da questa anima, nel segno dell’accoglienza, della integrazione e della legalità, nonostante difficoltà e timori, consci dello sforzo di una necessaria responsabilità comune.

            Ai Popoli e alle Nazioni esprimiamo il nostro incoraggiamento per reagire anche alle forti suggestioni del secolarismo, che spinge a vivere senza Dio o a confinarlo nello spazio del privato, alimentando il germe dell’individualismo e generando solitudine. Tra l’altro, è noto come l’apertura alla vita- in ogni sua fase – sia un indice di speranza, e il grado di natalità sia il segno migliore dello stato di salute della società.

            Proprio la realtà giovanile -  tema del prossimo Sinodo della Chiesa – è stato l’altro tema della nostra collegiale attenzione. Una grande simpatia è emersa dagli Episcopati Europei: simpatia che si traduce in preghiera, maggiore vicinanza, desiderio di ascolto e di accompagnamento paziente e amorevole della gioventù.

            La Chiesa crede fermamente nei giovani, ne ha stima e fiducia, come una madre verso i suoi figli. Durante i lavori, sono emerse anche alcune preoccupazioni, come la cultura liquida che tutti respiriamo, l’esasperazione individualista diffusa che genera incertezza e solitudine, e alcuni conflitti e ingiustizia che ancora oggi feriscono il grande bene della pace. Sono motivi che confermano il nostro impegno di stare accanto e camminare con loro; di far sentire che il Vangelo è l’annuncio del grande “sì” alla vita, all’amore, alla libertà, alla gioia: è dire “sì” a Cristo.

            Su questa strada le nostre comunità sono con noi e con i nostri sacerdoti, per essere segno di speranza, di comunione, di benevolenza operosa: la radice profonda e viva è Cristo, che parla al cuore e alla ragione di ognuno come del Continente, perché ritrovi se stesso oltre la politica e l’economia.

            Vorremmo che la parola di Gesù raggiungesse il cuore dell’Europa: “Non temere, io sono con te”. Non temere antica Europa di essere te stessa, riprendi la via dei Padri che ti hanno sognata come casa di Popoli e Nazioni, madre feconda di figli e di civiltà, terra di umanesimo aperto e integrale. Sì, non temere, abbi fiducia! La Chiesa, esperta in umanità, ti è amica: con lo sguardo fisso a Cristo, e con in mano il Vangelo, con te cammina verso un futuro di conciliazione, di giustizia e di pace.

Il comunicato stampa è disponibile in Croato, Inglese, Francese, Tedesco and Italiano.

Il messaggio finale è disponibile in Croato, Inglese, Francese, Tedesco, Italiano, Polacco, PortogheseSpagnolo e Ucraino.

Delle fotografie dell'incontro sono disponibili qui.