Leone XIV, il suo viaggio in Africa e l’impegno per la pace

Il viaggio in Africa di Leone XIV è particolarmente significativo. Dal 13 al 23 aprile, Leone XIV visita l’Algeria, il Camerun, la Guinea Equatoriale e l’Angola. Fin dall’inizio, il Papa ha descritto il suo viaggio come quello di un messaggero di pace.

Un magistero della pace, quello di Papa Leone XIV, iniziato proprio con il suo primo saluto dalla Loggia delle Benedizioni, l’8 maggio 2025, dopo l’elezione a Successore di Pietro: “La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra. La pace sia con voi!”

Di fronte al Memoriale dei Martiri d’Algeria, Leone XIV ha ribadito che “il futuro è degli uomini e delle donne di pace” e che la pace “non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità”. Questa pace, ha aggiunto Leone XIV, è possibile “solo nel perdono”, perché “la vera lotta di liberazione sarà definitivamente vinta solo quando si sarà finalmente conquistata la pace nei cuori”.

Parlando poi al corpo diplomatico di Algeria, Leone XIV si è descritto come pellegrino di pace, e ha detto che il futuro è di “chi non si lascia acciecare dal potere e dalla ricchezza, chi non sacrifica la dignità dei concittadini alla propria fortuna personale o di gruppo”.

Il Papa si è rivolto direttamente anche al popolo algerino. “Se saprete entrare in dialogo con le istanze di tutti e solidarizzare con le sofferenze di tanti Paesi vicini e lontani – ha rimarcato – la vostra esperienza potrà contribuire a immaginare e a realizzare una maggiore giustizia fra i popoli. Non moltiplicando incomprensioni e conflitti, ma rispettando la dignità di ognuno e lasciandovi toccare dal dolore altrui, potrete infatti diventare protagonisti di un nuovo corso della storia, oggi più urgente che mai, a fronte di continue violazioni del diritto internazionale e di tentazioni neocoloniali”.

Questi del Papa sono appelli particolarmente rilevanti per i vescovi europei, che oggi sono chiamati ad una riflessione profonda per comprendere come promuovere al meglio una civiltà dell’amore, nell’ambito dell’impegno di evangelizzazione a cui siamo chiamati.

Il Consiglio per le Conferenze Episcopali d’Europa guarda a questo viaggio del Papa con grande interesse, forte di un’esperienza di dialogo con la realtà africana che ormai dura da svariati anni. In particolare, il prossimo 23 maggio, CCEE e SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e della Madagascar) si riuniranno in Lussemburgo per un seminario di tre giorni. Fanno parte del SECAM le Conferenze episcopali dell’Algeria, del Camerun, della Guinea Equatoriale e dell’Angola, tappe del viaggio del Papa in Africa.

È dal 2004 che CCEE e SECAM hanno avviato degli scambi regolari di informazioni per raccogliere sfide comuni e prospettive di evangelizzazione, da un’idea del cardinale Robert Sarah che al tempo era arcivescovo e segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Il viaggio di Leone XIV, con i temi che sta affrontando, raccoglie le sfide di oggi e ci impone interrogativi vecchi e nuovi, cui dare risposta. I vescovi europei, mossi da sollecitudine pastorale, sono in comunione con il Papa che ha dichiarato di non parlare come un politico, ma di parlare secondo la logica del Vangelo.

L’impegno per la pace, per il superamento degli squilibri mondiali, per una società più giusta e, quindi, più riconciliata, pacifica perché ha imparato a perdonare, è un cardine dell’identità cristiana.

Ogni viaggio papale è dunque un’occasione di riflessione profonda. Permette di costruire ponti e di comprendere come il nostro essere cattolici abbia un impatto nella vita e nella società.

Foto: @Vatican Media