Si è svolto online, il 21 aprile, l’incontro congiunto delle tre sezioni della Commissione Giovani del CCEE – Sezione Vocazioni, Sezione Pastorale Giovanile e Sezione Scuola e Università – sul tema: «Siate profeti nel mondo digitale!» (Leone XIV). Abitare i nuovi spazi con creatività pastorale. All’evento hanno partecipato vescovi, direttori e delegati delle Conferenze Episcopali d’Europa impegnati nei campi di queste sezioni, con l’obiettivo di riflettere sulla missione della Chiesa e, in particolare, sulla pastorale dei giovani nel contesto digitale.
Nel suo intervento introduttivo, S.E. Mons. Claudio GIULIODORI, Presidente della Commissione Giovani e Vescovo responsabile per la Sezione Scuola e Università, ha aperto i lavori presentando contenuti e obiettivi dell’incontro alla luce del Rapporto Finale del Gruppo di Studio n. 3 del Sinodo sulla sinodalità: “La missione nell’ambiente digitale”.
La prima sessione di lavoro è iniziata con la relazione del Prof. Giuseppe RIVA, Direttore dello Humane Technology Lab dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nella sua presentazione, “Crescere nell’era dei social e dell’IA – aspetti psicologici e sociali”, ha mostrato come social media e intelligenza artificiale stiano trasformando le relazioni umane. L’essere umano è profondamente sociale e il passaggio dall’“io” al “noi” è essenziale, ma gli ambienti digitali non riescono a sostituire pienamente le interazioni fisiche, indebolendo empatia e senso di appartenenza. I social favoriscono relazioni più superficiali e comunità di uguali in cui non c’è confronto ma nemmeno vera inclusione. L’IA amplifica questi rischi, seppur offrendo, se progettata e usata consapevolmente, nuove opportunità anche nel supporto psicologico.
La seconda sessione, dedicata agli aspetti teologici e pastorali, ha visto l’intervento di don Jean GOVÉ, Coordinatore per le attività legate all’IA per l’Arcidiocesi di Malta. Ha sottolineato che la sfida non è solo tecnologica o etica, ma soprattutto antropologica. I giovani, pur sempre connessi, vivono spesso solitudine e perdita di senso in una cultura che riduce la persona a prestazione e visibilità. La prospettiva cristiana pone invece al centro la dignità della persona e l’incontro reale con l’altro. Dal punto di vista pastorale, le tecnologie possono aiutare, ma non sostituire relazioni autentiche ed accompagnamento personale: la vera evangelizzazione nasce dall’incontro umano. Il digitale deve quindi essere una “porta” verso comunità reali.
Nella terza parte dell’incontro, alcuni partecipanti hanno presentato esperienze pastorali e progetti concreti provenienti dalle Conferenze Episcopali d’Europa nel campo della missione digitale.

