Dialogo interreligioso

Per una mistica della fraternità attraverso la spiritualità

5° Incontro dei delegati nazionali per i rapporti con i musulmani in Europa

In Albania, Paese che fino a trent’anni fa era dichiarato Stato ateo, le religioni oggi vivono un’esperienza di buona coesistenza che dà speranza al dialogo interreligioso. Giungendo a Scutari su invito dell’Arcivescovo locale, Mons. Angelo Massafra OFM, nel 25° anniversario della storica visita di San Giovanni Paolo II (aprile 1993), i delegati nazionali per i rapporti con i musulmani testimoniano l’interesse e il lavoro capillare della Chiesa Cattolica per il dialogo con i musulmani in Europa. Nella tre giorni di lavoro, i delegati delle conferenze episcopali si sono confrontati sulla figura del credente musulmano e  hanno discusso alcune questioni pastorali.

La Chiesa in Europa è impegnata nel dialogo con le diverse comunità musulmane a vari livelli (accademico, religioso e sociale, ma anche dogmatico, giuridico e spirituale). Il dialogo non è un’aspirazione, ma un’esperienza quotidiana con le sue gioie e le sue sfide. Dallo scambio di esperienze e dai dibattiti molto vivaci e partecipati, l’islam europeo si presenta al plurale: una moltitudine di comunità musulmane, la cui diversità costituisce altrettante sfide per i cristiani. Così il cammino finora realizzato, perché possa diventare efficace oggi, necessita che ci si ponga in ascolto anche delle reciproche esperienze religiose.

In Albania, i partecipanti hanno conosciuto una realtà che vive la presenza delle diverse comunità religiose in un’armonia costruttiva. La crudele e sofferta esperienza del regime totalitarista che ha imposto un ateismo di Stato ha portato all’avvicinamento di tutti i credenti, facendo maturare un grande senso di tolleranza e di rispetto tra i credenti delle diverse religioni. L’Albania è un Paese che vive la mistica dell’incontro. E’ questa peculiarità tutta albanese che ha spinto i delegati nazionali, giunti alla quinta edizione del loro incontro, a decidere di approfondire il tema dell’incontro nella mistica, promuovendo “il dialogo della spiritualità”. A Scutari, i partecipanti si sono proposti di rafforzare i contatti con le comunità musulmane anche a livello della spiritualità.

Parte dei lavori è stata dedicata a tracciare i profili fondamentali del credente musulmano e le modalità attraverso le quali vive la sua relazione con Dio. Il tema è stato approfondito con il contributo di due rappresentanti delle comunità musulmane presenti in Albania: un imam sunnita e il leader della comunità Bektashi del Paese. Gli interventi hanno sottolineato il ruolo della libertà, non solo a livello della scelta religiosa, ma anche a livello della modalità con cui il credente intende vivere la sua relazione con Dio all’interno della stessa famiglia religiosa: modalità tutte volte alla liberazione dell’io per giungere alla comunione con Dio. Nella tradizione sufi questo avviene attraverso l’accompagnamento di un maestro spirituale. Il fedele è inserito all’interno di un cammino comunitario e mai individualista. Questo cammino interiore, che giunge fino alle profondità del cuore umano, luogo intimo e singolare di dialogo con Dio, porta cristiani e musulmani a riconoscersi come appartenenti alla stessa umanità creata da Dio. E’ da lì che il dialogo, specialmente quello della vita e della spiritualità, può svilupparsi e fare crescere rapporti di vera amicizia e di vera fraternità.

Successivamente, i partecipanti hanno approfondito tre ambiti pastorali che interessano le relazioni con i musulmani: il primo giungendo dall’Austria ha visto la presentazione del percorso di catecumenato per accogliere persone che provengono da ambienti musulmani e che hanno chiesto il battesimo. Il secondo è stato un approfondimento dell’esperienza spirituale a partire da quanto ha vissuto Mons. Claude Rault, Vescovo emerito di Laghouat Ghardaïa, in Algeria. Mons. Rault è stato cofondatore con Padre Christian de Chergé (priore dei monaci trappisti di Tibhirine) dell’iniziativa Ribat al Salam (Legame di pace) con cui un piccolo gruppo di cristiani ha sviluppato il dialogo della spiritualità con amici musulmani e la confraternita sufi di Medea. Infine è stata presentata l’esperienza francese di accompagnamento di coppie miste cristiano-musulmane che costituiscono in sé un luogo di dialogo interreligioso e che sono una sfida pastorale da seguire. Infatti, il bisogno di un accompagnamento personalizzato di queste famiglie – specie per quanto riguarda l’educazione religiosa dei figli – e di un’educazione all’amore responsabile di coppia, emergono come richiami urgenti. In questo compito, Chiesa e comunità musulmane sono chiamate a dialogare responsabilmente per il bene di queste famiglie.

Nel corso dell’incontro è stato dato lettura del messaggio che il cardinale Jean-Louis Tauran, Prefetto del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha inviato ai partecipanti e nel quale ha invitato “cristiani e musulmani a promuovere il rispetto reciproco, l’obiettività nel parlare e nello scrivere sull’altra religione, la benevolenza, la compassione e la misericordia“. Perché il dialogo possa proseguire in un clima pacifico e costruttivo “è necessario – ha scritto il cardinale – un nuovo sforzo da ambedue le parti per scongiurare il ‘discorso dell’odio’ che è all’origine di sospetti reciproci, discriminazioni, esclusione, marginalizzazione e risentimenti”.

A Scutari, i delegati nazionali hanno visitato la Grande Moschea della città, il convento delle Clarisse, un ex-convento francescano adibito a carcere per i prigionieri di Stato durante il regime totalitarista, e il museo diocesano contenente varie testimonianze dei 38 martiri albanesi.

I lavori si sono conclusi con una presentazione sullo statuto teologico dell’Islam nella riflessione cristiana contemporanea, tema che è stato consegnato dal Concilio Vaticano II e che apre prospettive per approfondire le esperienze di dialogo nate e vissute in tutta l’Europa. Nella giornata conclusiva, Mons. Brendan Leahy D.D., Vescovo di Limerick e responsabile della sezione Dialogo Interreligioso della Commissione Evangelizzazione e Cultura del CCEE, ha presieduta la Santa Messa nella Cattedrale di Scutari e ha presentato alcune riflessioni a chiusura dell’incontro.

L’incontro è stato chiuso con la visita al Santuario bektashi di Croia (Krujë), centro spirituale della medesima confraternita.

Il Nunzio Apostolico in Albania, l’Arcivescovo Charles John Brown, e il Vescovo di Tirana-Durazzo, Mons. George Frendo OP, Presidente della Conferenza Episcopale Albanese, hanno preso parte all’incontro.

 

 

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Il comunicato stampa è disponibile in Albanese, Francese, Inglese, Italiano e Tedesco.