Dichiarazione

Ucraina, Grušas: chiamati a essere costruttori di pace!

Appello del Presidente del CCEE

A un anno dall’aggressione della Federazione Russa che ha provocato la guerra ancora in corso in Ucraina, il Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, Gintaras Grušas, rinnova l’appello alla Comunità Internazionale perché si adoperi per far tacere le armi e fermare questo conflitto.

I vescovi europei e le comunità cristiane continuano a pregare per le vittime di questa guerra e per i loro familiari: per tutto il tempo di Quaresima, a turno in ogni nazione verrà celebrata la santa Messa per invocare la pace in Ucraina e pregare per i morti a causa della guerra; sono vicini a quanti soffrono per questi atti di violenza; si sono stretti in una rete di solidarietà per sostenere il popolo ucraino. Nel corso di quest’anno, infatti, molte comunità cristiane hanno aperto le proprie case a quanti scappavano dalla guerra e molti vescovi e delegazioni si sono recate in territorio ucraino quale segno concreto della vicinanza della Chiesa.

Mentre il diritto internazionale viene calpestato, in uno scenario di guerra terribile, tutti i credenti in Cristo e gli uomini di buona volontà sono chiamati a sforzarsi per costruire la pace. Nella esortazione post-sinodale Ecclesia in Europa, di cui ricorre quest’anno il ventesimo anniversario, San Giovanni Paolo II sottolineava, in maniera profetica, che “l’Europa, con tutti i suoi abitanti, deve impegnarsi instancabilmente a costruire la pace dentro i suoi confini e nel mondo intero”. E ricordava, inoltre, che “le differenze nazionali devono essere mantenute e coltivate come fondamento della solidarietà europea” e “che la stessa identità nazionale non si realizza se non nell’apertura verso gli altri popoli e attraverso la solidarietà con essi” (n.112).

Dall’inizio della guerra, le Chiese che sono in Europa invocano la pace per l’Ucraina che si traduca in un’immediata fine delle ostilità e nell’impegno concreto a ripristinare la giustizia e avviare, così, un vero cammino di riconciliazione.
Mentre guardiamo con amarezza alle ferite presenti, esortiamo tutti a continuare l’impegno di solidarietà che è già in atto per sostenere il popolo ucraino. Vogliamo, anche, impegnarci fin da ora a costruire un’Europa finalmente riconciliata in una pace giusta ottenuta grazie all’impegno di tutti. Lo facciamo certi della Resurrezione di Cristo, e con la consapevolezza che Egli è la speranza dell’Europa.

Da San Gallo, dove quest’oggi si sta svolgendo l’incontro sulla cura pastorale in favore dei profughi ucraini in Europa e si sta pregando per la pace, insieme ai vescovi, ai sacerdoti e ai laici ucraini presenti, ci uniamo all’appello che Papa Francesco ha rivolto all’inizio della Quaresima perchè “quanti hanno autorità sulle nazioni si impegnino, concretamente, per la fine del conflitto, per raggiungere il cessate il fuoco e avviare negoziati di pace”. Quella “costruita sulle macerie – ha ribadito il Papa – non sarà mai una vera vittoria”.

San Gallo, 24 febbraio 2023